mercoledì 26 agosto 2026

Anticipazioni e trame delle soap turche e spagnole

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Far Away, anticipazioni dal 24 al 28 agosto: sparano a Özkan e finisce ferita Nare, poi la corsa al trapianto

Redazione Serie TV Fans · mercoledì 19 agosto 2026
📺Far Away — Serie turca · le nostre anticipazioni arrivano dalle puntate originali

Şahin punta la pistola contro Özkan, ma a finire ferita a un fianco è Nare — e quella ferita porta dritta a una sala operatoria. Anticipazioni Far Away dal 24 al 28 agosto su Canale 5: gli uomini di Cihan ritrovano l'auto di Uğur, il medico nascosto da Mine ottiene il via libera per lasciare il Paese, e alla festa degli aquiloni Alya si trova faccia a faccia con sua madre Fikriye. Poi il malore di Fikriye all'uscita dal carcere, il trapianto di fegato che serve a Nare e il donatore compatibile che all'ultimo momento non può entrare in sala.

Il video con tutte le anticipazioni, sul canale Serie TV Fans.

Un uomo alza una pistola contro un altro uomo. Nessuno dei due, in quella stanza, è la persona che finirà in ospedale.

Lo sparo che apre la settimana

Partiamo però da un'altra parte, perché in queste puntate di Far Away le anticipazioni aprono con una scena silenziosa, senza urla e senza pistole. Gli uomini di Gihàn stanno battendo una zona fuori città, e trovano una macchina.

Gli uomini di Cihan trovano l'auto

Non è una macchina qualunque. È l'auto di Ugùr.

Chi segue questa storia da tempo sa perfettamente cosa vuol dire quel nome, e sa anche come è finita. Ugùr non c'è più. Quella pagina era stata voltata, la famiglia aveva ripreso a respirare, e nessuno la nominava più ad alta voce. Poi arriva una macchina abbandonata, ferma da chissà quanto, e il passato torna a bussare esattamente quando nessuno lo aspetta.

E Gihàn lo capisce subito. Non manda i suoi uomini a recuperare un rottame: manda i suoi uomini a prendere delle risposte. Quella macchina è l'unica cosa rimasta che possa dire dove Ugùr sia stato, con chi abbia parlato, e cosa avesse in mente nelle sue ultime ore. In una famiglia dove tutti nascondono qualcosa, un oggetto che non può mentire vale più di dieci testimoni.

Nel frattempo, dall'altra parte della città, un'altra porta si sta chiudendo. Il medico che Miné teneva nascosto ottiene finalmente il via libera per lasciare il Paese, con un convoglio di aiuti umanitari. Fermiamoci un attimo su questo, perché è il tipo di dettaglio che si legge di sfuggita e poi pesa per settimane. Quell'uomo era un segreto. Un segreto custodito, protetto, tenuto al riparo dagli occhi di tutti. E adesso quel segreto sale su un mezzo e se ne va, legalmente, con dei documenti in regola.

Miné perde una carta. E chi perde una carta, in questa serie, non resta mai a mani vuote a guardare: cerca subito la successiva.

Quindi la domanda con cui entriamo nella parte centrale della settimana è questa: se il passato riemerge da una macchina abbandonata e un testimone scomodo lascia il Paese nello stesso momento, chi ci guadagna davvero da questo doppio movimento?

Perché il posto dove tutti questi fili si incrociano è, incredibilmente, una festa.

La festa degli aquiloni

La festa degli aquiloni. Cielo aperto, bambini che corrono, colori ovunque, famiglie che si mescolano. È la scena più leggera dell'intera settimana ed è anche quella dove succede tutto, perché è l'unico momento in cui persone che si evitano da mesi si ritrovano costrette a stare nello stesso prato.

Alya davanti a Fikriye

Naré incontra Sciahìn. E qui bisogna essere onesti su cosa vuol dire quell'incontro: non è un ritrovarsi romantico, è due persone che si guardano sapendo esattamente cosa si sono fatte. Poco più in là, Kaia si trova davanti Zerrìn. Anche lì, nessun abbraccio: solo la distanza che si accorcia di qualche passo e non si sa ancora in che direzione andrà.

Ma il confronto vero, quello che il pubblico aspetta da settimane, è un altro.

Alia si trova faccia a faccia con sua madre. Con Fikriè.

Pensate a cosa vuol dire per Alia quel momento. Non è una madre qualunque, e non è un rapporto che si è raffreddato col tempo per pigrizia. È la donna che ha fatto scelte che hanno segnato la vita di sua figlia in modo permanente, e che per anni Alia ha creduto di aver chiuso fuori dalla porta. Ora ce l'ha davanti, all'aperto, in mezzo alla gente, senza la possibilità di alzare la voce e senza la possibilità di scappare.

Le vecchie ferite si riaprono. Ed è esattamente quello che una festa fa alle famiglie complicate: le mette tutte nello stesso posto e toglie loro le scuse.

E qui arriva la parte che cambia il tono della settimana. Perché Fikriè, in quei giorni, va in prigione. Va a trovare Halìs.

Non vi dico cosa si dicono, perché il punto non è quello. Il punto è quello che succede quando esce. Fikriè lascia il carcere e viene colta da un malore. In strada. Davanti agli occhi di sua figlia.

Fermatevi un secondo su questa immagine, perché è costruita apposta. Alia ha appena rimesso in fila tutti i motivi per stare lontana da sua madre, e la prima cosa che il destino le mette davanti è quella stessa madre che si accascia. Quando una persona che hai deciso di odiare sta male sul serio, l'odio non sparisce: si mette in fila dietro alla paura, e ti lascia lì, in mezzo alla strada, senza sapere cosa fare delle tue mani.

La vostra teoria: VITTIMA o MANIPOLATRICE

Ed è il momento giusto per chiedervelo, perché so già che su questo vi dividerete: secondo voi Fikriè in questa storia è una vittima o una manipolatrice? Scrivete VITTIMA oppure MANIPOLATRICE nei commenti, una parola sola. Io leggo tutto, e vi dico fin d'ora che sui filoni di Fikriè il pubblico si spacca praticamente a metà ogni volta.

Detto questo, restiamo sulla domanda che tiene in piedi il resto della settimana: se Fikriè sta davvero male, quanto tempo ha Alia per decidere che tipo di figlia vuole essere?

Perché mentre lei ci pensa, in un'altra stanza qualcuno alza una pistola.

Şahin punta l'arma

Sciahìn punta l'arma contro Ozkàn. È il momento verso cui tutta questa settimana di Far Away stava scivolando, e succede in fretta, come succedono queste cose: senza discorsi, senza avvertimenti, con due uomini troppo vicini e nessuno capace di fare un passo indietro.

E Naré, che è lì, reagisce nel modo più drammatico possibile. Si mette in mezzo. Il risultato è una ferita a un fianco, e Naré che finisce a terra.

Guardate bene la catena, perché è il cuore di tutto: Sciahìn non voleva colpire Naré. Ozkàn non ha nemmeno alzato le mani. Eppure l'unica persona che paga il conto è la donna che ha provato a impedire che qualcuno morisse. In questa famiglia funziona sempre così: gli uomini alzano la voce e le armi, e chi finisce all'ospedale è quasi sempre qualcun altro.

Il trapianto che serve subito

In ospedale la situazione precipita più in fretta di quanto chiunque si aspettasse. Non si tratta di una ferita da medicare. A Naré serve un trapianto di fegato, e serve in tempi che non lasciano margine di trattativa.

Il donatore ha la febbre

E qui la storia fa una cosa crudele. Un donatore compatibile lo trovano davvero. È Kadìr.

Provate a immaginare quel momento: a una famiglia distrutta viene detto che sì, c'è una possibilità, ed è seduta lì nel corridoio, è una persona che conoscono, si può fare. Per qualche ora quella stanza d'ospedale è il posto più sollevato di tutta la serie.

Non un incidente, non un ripensamento, non un colpo di scena costruito. La febbre. E con la febbre, l'operazione non si può fare. Il trapianto salta.

Che è, se ci pensate, il modo più feroce di raccontare la sfortuna: non un nemico che sabota, non un piano che si rovescia. Un termometro. Tutta la macchina della speranza si ferma per il motivo più banale che esista, e nessuno ha nessuno da incolpare.

A questo punto le anticipazioni ufficiali si fermano, e restano due strade: aspettare che la febbre passi, sperando che Naré regga, oppure ricominciare a cercare un altro donatore compatibile da zero. Le anticipazioni lasciano intendere che non ci sia tutto questo tempo a disposizione, ma su come andrà a finire, per ora, nessuno si sbilancia.

Il cambio di orario dal 24 agosto

Una cosa però ve la dico, ed è la ragione per cui vi conviene segnare questa settimana. Dal 24 agosto Far Away cambia orario su Canale 5: si sposta al pomeriggio più tardi, e le puntate si accorciano. Quindi meno minuti a disposizione per raccontare tutto questo. E quando una serie ha meno spazio, non rallenta: stringe. Il che vuol dire che questi giorni, con la ferita, l'ospedale e il donatore che salta, correranno più veloci del solito.

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Intanto rimane lì, ferma davanti a quella porta chiusa, l'immagine con cui questa settimana ci saluta. Una barella pronta. Un chirurgo che si toglie i guanti. E in fondo al corridoio, un uomo con la febbre che si stringe una coperta addosso, senza sapere ancora che tutta la vita di Naré, in questo momento, sta appesa alla sua temperatura.

Perché quello che c'è dentro riguarda una persona che, in queste puntate, non ha ancora detto una parola.

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