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Forbidden Fruit, chi è davvero Şahika: perché ha puntato alle quote e non al matrimonio

Redazione Serie TV Fans · martedì 25 agosto 2026
📺Forbidden Fruit — Canale 5 · in streaming su Mediaset Infinity

In casa Argun, in Forbidden Fruit, sono entrate tre donne e nessuna delle tre ci è entrata allo stesso modo. Yildiz è entrata dalla camera da letto, pagata da Ender per sedurre Halit. Ender c'era già, perché era la moglie. Şahika Ekinci è l'unica che è entrata dalla porta principale, in pieno giorno, con dei documenti in mano.

Il video con tutte le anticipazioni, sul canale Serie TV Fans.

In casa Argùn, in Forbidden Fruit, ci sono entrate tre donne. E nessuna delle tre ci è entrata allo stesso modo.

Tre donne, tre modi di entrare in casa Argun

La prima ci è entrata dalla camera da letto. La seconda ci era già dentro, perché era la moglie. E la terza — Sciahikà — è l'unica che ci è entrata dalla porta principale, in pieno giorno, con dei documenti in mano.

Adesso guardate dove sono finite tutte e tre. Perché la donna che aveva sistemato le cose in modo che nessuno potesse cacciarla, oggi, in Forbidden Fruit, è quella che è rimasta senza niente.

E la cosa che vi voglio far notare è come ci è arrivata. Non gliel'hanno tolto. L'ha firmato lei.

Prima però mettiamo in fila i tre modi di entrare, perché è tutta lì la storia.

Yildiz entra dalla camera da letto

Modo numero uno: la camera da letto. Yildìz.

Ender, la moglie che organizza il tradimento

Yildìz arriva in quella casa perché qualcuno la paga per arrivarci. Non è un'interpretazione, è il patto da cui parte tutta la serie: Endèr, la moglie di Halìt, le propone di sedurre suo marito. Un lavoro, con un compenso.

E funziona. Yildìz entra, Halìt si innamora davvero, arriva perfino il matrimonio.

Solo che c'è un difetto in quel tipo di ingresso, ed è enorme: se sei dentro perché qualcuno ti desidera, il giorno in cui smette di desiderarti sei fuori. Non c'è nessun documento che ti tenga lì.

E infatti succede esattamente questo. Halìt si innamora di Sciahikà, e Yildìz viene mandata via di casa. Non dopo una lite qualunque: mentre è incinta.

Tenete a mente questa scena, perché è il metro con cui misuriamo tutto il resto. In quella casa si può essere la moglie, si può aspettare un figlio, e si può essere messi alla porta lo stesso.

Endèr non ha dovuto entrare, lei c'era. È la signora Argùn, quella con il nome sulla cassetta della posta.

E anche il suo è un ingresso che dipende da un uomo. Endèr passa metà della serie a difendere una posizione che non è sua ma di suo marito, e per difenderla fa cose sempre più estreme — a partire proprio dall'idea di assumere una ragazza per sedurlo, che è probabilmente la mossa peggiore mai vista in questa soap.

Perché è una mossa che parte da una resa. Endèr, per non perdere il posto, sceglie di gestire lei il tradimento invece di rischiare che glielo organizzi la vita.

E adesso arriviamo alla terza. Quella che ha fatto la cosa diversa.

Sciahikà Ekingì arriva insieme a suo fratello Kaia, che è il primo amore di Endèr. Quindi anche lei, all'inizio, entra da una porta laterale: è la sorella di qualcuno.

Ma da quel momento in poi Sciahikà non fa niente di quello che fanno le altre due.

Şahika punta all'azienda, non al matrimonio

Non punta a farsi sposare. Non punta a farsi amare. Punta all'azienda.

Perché una firma vale più di un uomo

E qui c'è la mossa che secondo me è la più intelligente di tutta la serie, e che il pubblico ha sottovalutato perché è successa in ufficio e non in salotto.

Il matrimonio con Nadir è uno strumento

Nadìr non è un corteggiatore, non è un amante, non è un rivale in amore: è il nemico storico di Halìt in affari. E attraverso quella manovra Nadìr entra come socio dentro la Argùn Holding.

Yildìz, per stare in quella casa, dipendeva da quanto Halìt la desiderava. Endèr dipendeva da quanto Halìt la sopportava. Sciahikà, dal momento in cui c'è quella firma, non dipende più da niente: si può litigare con lei, si può odiarla, si può volerla fuori, e non serve a niente. È dentro la società.

Ed è per questo che quelle manovre portano dove portano, cioè alla rovina finanziaria di Halìt. Non l'hanno battuto in una discussione. Gli hanno smontato l'azienda da dentro.

Prima di andare avanti, ditemi la vostra, perché su questo il pubblico si divide sempre a metà.

Secondo voi Sciahikà è una CALCOLATRICE o una SOPRAVVISSUTA? Cioè: fa quello che fa perché è fatta così, o perché in quel mondo lì una donna senza un uomo alle spalle non ha altro modo di stare in piedi? Io ho la mia idea ma me la tengo, che se ve la dico condizionate le risposte.

Andiamo avanti, perché adesso viene il pezzo che di solito viene raccontato male.

Poco prima di morire, Nadìr sposa Sciahikà. Poi Nadìr viene ucciso, e Sciahikà si ritrova a ereditare.

Ora, notate una cosa. Anche qui c'è un matrimonio, come per Yildìz e come per Endèr. Ma non è lo stesso oggetto. Per le altre due il matrimonio era il fine: sposare Halìt voleva dire essere qualcuno in quella casa. Per Sciahikà il matrimonio è uno strumento: serve a spostare un patrimonio da un nome a un altro.

È tutta lì la differenza fra i tre ingressi. Due donne volevano stare dentro. Sciahikà voleva possedere.

E ora la parte che rende questa storia una tragedia e non un manuale.

Perché se il ragionamento fosse solo "chi ha le quote comanda", Sciahikà oggi dovrebbe essere l'unica in piedi. E invece.

Hasan Ali e le quote cedute

Nella Forbidden Fruit di adesso, quella in onda su Canale 5, la situazione è questa: c'è Hasàn Alì Kuiugiù, e c'è quello che resta della Argùn Holding, che è un'azienda fallita. Hasàn Alì convince Endèr e Sciahikà a cedere le loro quote. Con delle promesse che non manterrà.

Quindi guardate cosa è successo davvero. Sciahikà si era costruita l'unica posizione che non le poteva essere strappata — e poi l'ha consegnata di sua volontà, in cambio di una promessa a voce, esattamente come una qualsiasi delle persone che lei aveva sempre trattato da ingenue.

Il risultato è che oggi Endèr e Sciahikà sono sul lastrico. Tutte e due.

Le due nemiche si mettono insieme

E succede la cosa che nessuno avrebbe scommesso: le due nemiche storiche di questa serie, quelle che si sono fatte di tutto per anni, si mettono insieme. Non per amicizia — per necessità. Perché sono le uniche due rimaste fuori dalla stanza dove si decide.

Adesso vi dico la mia lettura, e ci tengo che sia chiaro che è una lettura mia e non un fatto della trama.

Secondo me Sciahikà non ha sbagliato per avidità. Ha sbagliato per abitudine.

Ha passato anni a essere quella che offre l'accordo, quella che porta il foglio da firmare, quella dall'altra parte del tavolo. E chi sta da quella parte del tavolo per troppo tempo si convince che il tavolo sia sempre suo. Il giorno in cui si è seduta dalla parte di chi firma, non se n'è nemmeno accorta.

Perché voleva anche le quote inutili

Ecco perché, quando sento dire che Sciahikà è la cattiva di Forbidden Fruit, secondo me si sbaglia bersaglio. Sciahikà è l'unica che aveva capito come funziona quella casa: non conta chi ti ama, conta cosa possiedi. Ha giocato meglio di tutte e ha perso lo stesso.

E resta una cosa aperta, che è quella che sto guardando io in queste settimane.

Perché a Hasàn Alì Kuiugiù non bastava mandarle via. Poteva tenersi l'azienda e lasciarle nel loro angolo: non davano più fastidio a nessuno, erano già fuori.

Invece si è preso il disturbo di andare a prendersi anche l'ultima cosa che avevano, quelle quote di una società che sulla carta non vale più niente.

Uno non fa una fatica del genere per delle quote inutili. La fa se sa che quelle quote, fra qualche mese, torneranno a valere.

E se è così, allora non è stata una truffa. È stato un investimento.

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