Segreti di Famiglia, Ceylin recupera dalla spazzatura lo spazzolino che İlgaz aveva buttato — e il DNA sotto le unghie di İnci ha un nome
Puntata che mette sotto accusa i padri di entrambi i protagonisti. Ceylin ruba uno spazzolino a casa del professore universitario di İnci; İlgaz lo butta perché prova ottenuta senza mandato, lei lo recupera dal cassonetto vincendo il terrore che le è rimasto da quando la sorella è stata trovata proprio in uno di quei bidoni. Il risultato dell'analisi cambia tutto — e nel frattempo İlgaz trova suo padre con una pistola alla tempia.
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Da Çınar arriva l'unica indicazione utile: un palazzo di quattro piani, terzo piano, un uomo che quella notte c'era.
L'indirizzo dato in cella
Stanca del silenzio di Çınar, Ceylin sta per lasciare la cella quando lui finalmente parla: in un certo quartiere c'è un palazzo di quattro piani, e al terzo abita un uomo che la notte dell'omicidio era presente. Prima che esca aggiunge un dettaglio che la annienta — İnci ha sofferto molto prima di morire. Subito dopo entra İlgaz, che non riesce più a trattenersi: mancano poche ore all'udienza, è convinto dell'innocenza del fratello e sospetta che quel mutismo sia dettato dalla paura di qualcuno, forse legato a un giro di droga. Çınar non conferma e non smentisce, e lui esce a mani vuote.
La visita al professore
Ceylin si presenta a quell'indirizzo spacciandosi per l'avvocato della famiglia e presentando İlgaz come il suo tirocinante. Ad aprire è Ozan, uno dei professori universitari di İnci, visibilmente a disagio; a parlare è soprattutto sua moglie Nuran, che spiega come la ragazza frequentasse l'ufficio del marito per evitare la bocciatura. İlgaz nota che Ozan ha il viso tumefatto: dice di essere stato aggredito da un ladro, ma non ha chiamato la polizia. A quel punto Ceylin chiede di andare in bagno e si porta via il suo spazzolino da denti. Fuori, İlgaz glielo butta nel cassonetto perché è una prova raccolta senza mandato — e lei, superando la paura che le è rimasta addosso da quando la sorella è stata trovata in un bidone, ci infila le mani e lo recupera.
La sceneggiata in aula
All'udienza Ceylin dovrebbe difendere Çınar, ma vedendo suo padre in aula capisce di non poter rivelare il proprio ruolo: inscena allora una furiosa reazione contro l'imputato e si fa allontanare dal giudice insieme a lui. Con il padre fuori dall'edificio, rientra come avvocato. Non basta: il procuratore ottiene comunque il trasferimento in carcere, e gli arresti domiciliari restano un miraggio. Poco dopo, un controllo sui movimenti bancari rivela che Metin, il padre di İlgaz, ha pagato per quattro anni l'affitto della casa della famiglia di İnci. İlgaz corre a casa a chiedere spiegazioni e trova la porta chiusa: la sfonda e vede il padre con una pistola puntata alla tempia, riuscendo a fermarlo appena in tempo.
Due DNA e una fuga all'aeroporto
Il quadro precipita in poche ore. Negli archivi İlgaz scopre che la vecchia accusa che portò all'arresto di Zafer, il padre di Ceylin, era infondata — e che a chiudere quel caso fu proprio Metin. Dei testimoni raccontano di aver visto İnci entrare in casa di Ozan la sera dell'omicidio, e quando la polizia va a prenderli scopre che lui e la moglie sono spariti: li ritroviamo in aeroporto con il figlio piccolo, in attesa di partire. Poi arriva il referto: il DNA sotto le unghie di İnci appartiene a Nuran, quello sui vestiti a Ozan. Nel frattempo, all'interrogatorio, Zafer ammette di non essere stato a pesca quella notte, e il procuratore gli mette davanti le sue impronte sulla borsa insanguinata della ragazza. Per Ceylin, che ascolta dietro il vetro, è troppo.
E secondo voi?
Chi ha ucciso İnci secondo voi? Ditecelo nei commenti.