La Promessa, l'addio a Jimena: «Non mi meritate» — la caduta dalla balaustra e la vera storia dell'antagonista dei 340 episodi
Nelle puntate spagnole si chiude la parabola di Jimena de los Infantes: braccata dalle sue stesse bugie, si getta dalla balaustra del vestibolo. Ripercorriamo l'evoluzione del personaggio: la falsa gravidanza, la manipolazione, la famiglia oscura dei Duchi e il vuoto dietro la maschera.
Il video con tutte le anticipazioni, sul canale Serie TV Fans.
«Fin da piccola sono stata educata a essere una brava moglie, ma non a essere vedova. Non mi meritate»: con queste parole Jimena esce di scena — e riguardando i 340 episodi, i segnali c'erano tutti fin dal primo.
La caduta: come finisce la storia di Jimena
L'episodio andato in onda in Spagna è tra i più tristi dell'intera serie: messa con le spalle al muro dalle sue stesse menzogne — la falsa gravidanza scoperta su tutte — Jimena si getta dalla balaustra che sovrasta il vestibolo della Promessa. Una scena corale e potentissima, che gli sceneggiatori costruiscono come la caduta simbolica dell'intera casa degli Infantes: non un gesto improvviso, ma l'ultimo atto di una tragedia annunciata fatta di abusi, manipolazione mentale e relazioni spezzate — con i genitori, con i Luján, con Manuel, e perfino con Jana, l'unica cosa vicina a un'amicizia che avesse mai avuto.
L'avevamo sottovalutata: i segnali fin dal secondo episodio
Riguardando i primi 60 capitoli con gli occhi di oggi, la Jimena disperata dell'ultimo episodio è la stessa del primo: aveva semplicemente ingannato anche noi, come i marchesi e come Manuel. Nel capitolo 2, davanti a Tomás morto accoltellato a pochi metri da lei, la sua unica preoccupazione era il "cosa diranno" — «è mio marito, siamo appena sposati, non può morire». Nessuna empatia per Cruz quando peggiorò nella casa di riposo, nessuna per Catalina quando tentò di eliminarla la prima volta, nell'incendio della stanza di Leonor. E il suo modo di "aiutare" le cameriere — insegnamento della nonna — lo abbiamo visto con Jana, spedita dai Duchi a essere torturata.
Machiavellica, non pazza: l'anatomia del personaggio
Etichettarla frettolosamente come "psicopatica" sarebbe un errore: le sue cattive azioni non furono mai slanci impulsivi, ma mosse misurate e pianificate — contro nemici e amici allo stesso modo. Manipolò perfino la madre nel rivelarle la falsa gravidanza, e il padre quando il Duca si opponeva alle nozze con Manuel. La menzogna era la lingua di famiglia: dalla dote mai consegnata dopo il matrimonio di Tomás all'infiltrazione di padre Camillo, la casa degli Infantes è stata una facciata dietro l'altra — il Duca adultero arricchito con trucchi e contrabbando, la Duchessa capace di vendere la propria figlia pur di conservare il potere. Altro che rivale minore: Cruz aveva più concorrenza di quanto sembrasse.
La dea di un regno immaginario
All'origine di tutto c'è la posizione privilegiata in cui è cresciuta: la parola del Duca come legge, la piccola corte in cui l'unica erede era più di una regina — una dea. A Jimena fu tolto perfino il sogno di fare la ballerina: il suo destino era essere la donna perfetta, l'ideale femminile impossibile incarnato dalla madre. Da lì la fantasia di superiorità, la mancanza di compassione — per lei nessuno ha mai sofferto più di lei — e la mania persecutoria che le faceva vedere il controllo ovunque. Lo scontro con la realtà, quando scoprì di non essere ciò che credeva, fu brutale: è quello che l'ha portata al «non mi meritate» e al volo nel vuoto.
La sirena e la Medusa: il simbolismo dell'acqua
C'è infine il filo simbolico che gli sceneggiatori hanno seminato per mesi: l'idroterapia a Madrid, il desiderio di visitare pozze e piscine in gravidanza, i centri termali della Sierra frequentati con i Duchi. L'acqua e le sirene accompagnano tutta la sua storia, fino al parallelo con la Medusa della leggenda evocata con Jana: un matrimonio in apparenza idilliaco e pieno di segreti, e la fuga per sempre quando le menzogne vengono scoperte, lasciando dietro di sé un deserto. Jimena voleva una favola, un amore leggendario come quello del terzo marchese con donna Sara; ha ottenuto un racconto dell'orrore, chiuso da eroina tragica. Applausi all'interprete Paula Losada e a una scrittura che ha trasformato l'antagonista in una delle figure più complesse della serialità spagnola.
E secondo voi?
Jimena vittima della sua famiglia o carnefice fino all'ultimo? E la sua uscita di scena vi è sembrata all'altezza del personaggio? Parliamone nei commenti.