La Promessa, chi ha ucciso Jana davvero: perché non è stata Cruz e cosa sa Curro
Jana muore tra le braccia di Manuel dopo un colpo di pistola, e Cruz finisce in carcere per il suo omicidio. Ma poco prima di morire Jana riprende conoscenza e con un gesto delle mani fa capire a suo fratello Curro che l'assassina non è Cruz. Curro capisce, e sceglie di non dirlo a nessuno. Poi ci ripensa, va dal medico che curava Jana e scopre il dettaglio che ribalta tutto: sua sorella stava guarendo dallo sparo, e solo dopo è peggiorata all'improvviso — mentre donna Pía nota sulla sua pelle un colore bluastro. La Promessa, la storia di un delitto in cui il colpevole sbagliato è in cella e quello vero abita ancora nella tenuta.
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Una ragazza sta morendo e non riesce più a parlare. Ha la voce spenta, le forze finite, e davanti a sé ha suo fratello.
Il gesto che nessuno doveva vedere
Oggi non parliamo di una settimana di anticipazioni, ma della domanda che sui social torna ogni volta che si nomina La Promessa: chi ha ucciso davvero Jana. Perché la risposta ufficiale, quella che ha portato una donna in carcere, è la risposta sbagliata. E il primo a saperlo è proprio il fratello della vittima.
Perché Jana era entrata alla tenuta
Partiamo da chi era Jana, perché senza questo il resto non si capisce. Jana non era arrivata alla tenuta per servire. Era arrivata per indagare. Sua madre, Dolores, era morta in circostanze mai chiarite, e Jana era entrata in quella casa sotto mentite spoglie con un obiettivo preciso: scoprire chi l'aveva uccisa e perché. Per anni ha lavorato tra quelle stanze fingendo di essere una domestica qualsiasi, mentre raccoglieva pezzi. E alla fine era arrivata vicinissima. Aveva scoperto l'esistenza di una stanza segreta, collegata alla camera della marchesa Cruz. Aveva detto che sarebbe andata alla Guardia Civil. Non era più una che sospettava: era una che stava per parlare.
Lo sparo e i giorni di agonia
Ed è esattamente a quel punto che le sparano. Un colpo di pistola al basso ventre, dentro la tenuta. Manuel la trova nella sua camera, in fin di vita, che ha perso moltissimo sangue. E qui c'è la prima cosa che il pubblico tende a dimenticare: Jana non muore quella notte. Resta in agonia per giorni, assistita da Manuel, da Curro e dalla servitù. Giorni interi. E quei giorni sono il cuore di tutta questa storia, anche se quasi nessuno li racconta.
Cruz arrestata: le prove nella sua stanza
Il sospetto, ovviamente, cade subito su Cruz. È la marchesa, è la donna che Jana stava per denunciare, è quella che aveva più da perdere se la verità sulla stanza segreta fosse uscita. Il sergente Burdina indaga e trova prove incriminanti proprio nella camera di Cruz. Prove nella sua stanza: più chiaro di così. Cruz viene arrestata per l'omicidio di Jana, e per il pubblico il caso sembra chiuso.
Quello che Jana dice a Curro morendo
Solo che c'è quel gesto. Poco prima di morire Jana riprende conoscenza per un momento, guarda Curro, e con le mani gli fa capire che l'assassina non è Cruz. Non è un'interpretazione dei fan: è quello che accade in scena, ed è il motivo per cui questa storia non è mai finita davvero. La vittima, con le ultime forze che le restavano, ha usato il suo ultimo respiro per scagionare la donna che tutti stavano per condannare.
Perché Curro sceglie di tacere
E qui arriva la parte che secondo me è la più coraggiosa che questa serie abbia mai scritto. Perché la reazione di Curro non è quella dell'eroe. Curro ha capito. Sa che Cruz non ha sparato a sua sorella. E sceglie di stare zitto. Lascia che la arrestino, lascia che finisca in carcere, e non dice a nessuno quello che Jana gli ha appena comunicato.
Non lo fa per paura. Lo fa per una ragione precisa, ed è una ragione che si può quasi capire: Curro ritiene Cruz responsabile di altri due omicidi, quello di Dolores, la madre di Jana, e quello di Tomàs. Nella sua testa il conto torna comunque. Se Cruz paga per un delitto che non ha commesso, paga in ogni caso per due che ha commesso. È una giustizia storta, contabile, fatta in casa. E ha un difetto enorme: finché il colpevole sbagliato è in cella, quello vero resta libero e cammina indisturbato per la tenuta.
La vostra teoria: GIUSTO o VIGLIACCO
E qui voglio la vostra opinione, perché su questo il pubblico è spaccato a metà da mesi. Curro, tacendo, ha fatto una cosa giusta o una cosa vigliacca? C'è chi dice che ha semplicemente lasciato che il destino presentasse il conto a una donna che di morti ne ha già sulla coscienza. E c'è chi dice che ha tradito sua sorella, perché Jana ha speso il suo ultimo gesto per dire la verità e lui l'ha buttata via. Secondo voi Curro è stato GIUSTO o VIGLIACCO?
Curro ci ripensa e va dal medico
Poi però Curro ci ripensa. E questa è la parte che riapre tutto. Va al cimitero, e lì confida il segreto a Ramona, dicendo una frase che pesa come un macigno: Cruz è innocente. E si prende un impegno, quello di trovare il vero assassino di sua sorella. Da quel momento smette di essere il fratello che tace e diventa quello che indaga.
E la sua prima mossa non è cercare chi aveva la pistola. È andare dal medico che curava Jana. Fermatevi un attimo su questa scelta, perché è tutto lì. Curro non parte dallo sparo. Parte dalla malattia.
Jana stava guarendo
E quello che scopre dal medico è la cosa più inquietante di tutta la storia. Jana stava guarendo. Non era spacciata, non stava scivolando via giorno dopo giorno: dopo il colpo di pistola le sue condizioni stavano migliorando, stava reagendo. E poi, all'improvviso, senza una ragione clinica, è peggiorata precipitosamente fino a morire.
Il colore bluastro che nota Pía
Ora mettete insieme questo con l'altro dettaglio, quello che scopre donna Pia. Pia nota che sulla pelle di Jana c'è un colore bluastro. Un colorito che non c'entra niente con un'emorragia. È il segno che fa pensare a una cosa sola: un avvelenamento.
Il che cambia completamente la domanda. Perché se Jana stava guarendo dal proiettile ed è morta con la pelle bluastra, allora il proiettile non è ciò che l'ha uccisa. Qualcuno è tornato a finire il lavoro mentre lei era a letto, indifesa, dentro quella casa piena di gente. E qui va detto chiaramente, perché è il punto in cui bisogna distinguere: che Jana sia stata avvelenata è quello che i personaggi sospettano e che gli indizi suggeriscono in scena. Il nome del colpevole, invece, la serie non lo ha ancora messo nero su bianco. Quindi tutto quello che sentite in giro su chi sia stato è ipotesi, non è un fatto, e io non ve lo vendo come tale.
Chi poteva entrare in quella stanza
Ma una cosa si può dire senza inventare niente, ed è la più fredda di tutte. Chi ha avvelenato Jana non è arrivato da fuori. Per avvicinarsi a una donna sorvegliata, assistita giorno e notte da Manuel, da Curro e dalla servitù, bisogna poter entrare in quella stanza senza che nessuno alzi un sopracciglio. Bisogna essere uno di casa. Qualcuno che porta un bicchiere, che cambia una medicina, che si offre di dare il cambio a chi veglia. Nessuno si insospettisce di chi aiuta.
E c'è un ultimo dettaglio che quasi nessuno cita, e che a me ha fatto venire i brividi. Mentre Curro parla con il medico e scopre che sua sorella stava guarendo, qualcuno li sta ascoltando di nascosto. Qualcuno che adesso sa esattamente due cose: che Curro non crede più alla versione ufficiale, e che ha appena cominciato a tirare il filo giusto.
La domanda che qualcuno ha sentito
Quindi la situazione, oggi, è questa. In carcere c'è una donna che quel colpo non l'ha sparato, e il fratello della vittima lo sa. Dentro la tenuta continua a vivere qualcuno che è entrato in una camera e ha finito quello che il proiettile non aveva finito. E quella persona ha appena sentito Curro fare la domanda giusta al medico giusto.
Jana aveva passato anni a cercare chi aveva ucciso sua madre. Alla fine ha trovato la stessa fine. E l'unica cosa che è riuscita a lasciare è stata un gesto delle mani, che suo fratello ha capito e ha tenuto per sé.


