La Promessa, chi è davvero padre Camillo: il finto prete mandato dal Duca per spiare i Luján — poi prende Lope in ostaggio con la pistola
Le domande insistenti, l'amicizia interessata con Petra, i tentativi di estorcere informazioni a Rómulo, Pia e Jana, perfino il nome dell'amante chiesto in confessione: l'atteggiamento di padre Camillo insospettisce tutti. La verità emerge quando arriva il Duca degli Infantes, che chiede di conoscerlo e si apparta con lui: è il padre di Jimena ad averlo mandato, per capire se Manuel sposa la figlia per amore o per interesse. E quando Catalina telefona alla diocesi e scopre che quel prete non esiste, l'uomo mostra il suo vero volto.
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Il biglietto che tradisce tutto: «Sei stato lì troppo a lungo e non abbiamo ancora avuto tue notizie, abbiamo bisogno di risultati».
Un prete che fa troppe domande
Arrivato alla tenuta col pretesto di una breve sosta e rimasto grazie alla fiducia conquistata con Petra dopo un presunto pestaggio, padre Camillo comincia subito a comportarsi in modo insolito. Si avvicina alla devota cameriera per farsi raccontare le abitudini di tutti, prova senza successo a guadagnarsi Rómulo e donna Pia, ci prova anche con Jana. E si spinge oltre ogni limite quando, durante la confessione, insiste per farsi dire da Leonor il nome dell'uomo sposato con cui ha una relazione. Jana e Pia arrivano alla stessa conclusione: quell'uomo è lì per conto di qualcun altro.
La cena e il colloquio riservato col Duca
La risposta arriva quando Manuel decide di chiedere ufficialmente la mano di Jimena ai Duchi degli Infantes. Alla tenuta viene allestita una grande cena, con Simona e Lope impegnati a curare ogni piatto. Ma appena mette piede in casa, il Duca mostra interesse per il sacerdote e chiede alla figlia di presentarglielo, poi accampa un «problema di fede» per restare solo con lui. Nel colloquio, Camillo riferisce che Jimena è ben voluta e che Manuel se ne prende cura con devozione: il compito è assolto. È per questo che, quando poco dopo Manuel si inginocchia con l'anello sotto lo sguardo gelosissimo di Jana, il Duca non oppone alcuna resistenza.
La telefonata di Catalina alla diocesi
Il castello crolla per due motivi. Il primo è un biglietto intercettato — «hai avuto troppo tempo, servono risultati» — a cui l'uomo risponde chiedendo altri giorni: Jana capisce che non ci si può fidare. Il secondo è la mossa di Catalina, che telefona alla diocesi chiedendo notizie di lui e scopre la verità: nessun sacerdote con quel nome esiste. Camillo è un impostore, e il mandante è il padre di Jimena, che voleva sapere se il matrimonio nascesse da amore o da interesse.
Spari, ostaggi e la fuga di Catalina
Catalina avverte Alonso, che chiama il sergente Funes — ed è lì che l'uomo si rivela molto più pericoloso di un semplice ficcanaso: aggredisce il poliziotto ed estrae una pistola, terrorizzando l'intera casa. Al rumore degli spari, Martina, Cruz e Jimena si barricano nella camera di Manuel. Il finto prete lega e imbavaglia Alonso e Funes e prende Lope in ostaggio in cucina. Sarà Catalina, uscita dalla stanza per capire cosa stia succedendo, a trovare il padre e il sergente legati e a liberarli — mentre in cucina la vita del giovane cuoco resta appesa a un filo.
E secondo voi?
Il Duca sapeva di aver mandato alla tenuta un uomo così pericoloso? E Lope riuscirà a cavarsela? Diteci la vostra nei commenti.