La Promessa, anticipazioni dal 22 al 28 agosto: la lettera di Catalina è tornata e Leocadia non ci crede
In breve
La Promessa: la lettera di Catalina, creduta perduta, ricompare all'improvviso. Ecco perché Leocadia e Cristóbal ne dubitano, e cosa rischia Ángela con Beltrán.
Il video con tutte le anticipazioni, sul canale Serie TV Fans.
C'è un foglio di carta che era sparito da La Promessa. Nessuno sapeva più dove fosse.
Il foglio che è tornato
E non torna perché qualcuno lo ritrova in un cassetto. Ricompare. Le anticipazioni usano proprio questa parola: misteriosamente.

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È la lettera di Catalina. E la cosa che voglio farvi notare, in queste anticipazioni dal ventidue al 28 agosto, è chi è la prima persona a dire che quella lettera potrebbe essere falsa. Perché è esattamente la persona che, se fosse vera, avrebbe più da perdere di tutti.
Tenetela lì, questa cosa, perché è il filo che regge tutta la settimana. E fino a venerdì non si scioglie.
Facciamo un attimo il punto sui nomi, che a La Promessa non guasta mai.
Leocadia e Cristóbal ne dubitano
Catalina è quella che non c'è. Da tempo ormai è considerata scomparsa, e nel palazzo si è smesso di parlarne come si parla di una persona viva. Leocadia è la donna che negli ultimi mesi ha preso in mano tutto: sistema le persone dove le serve, e non alza mai la voce. Cristóbal è il maggiordomo che è arrivato con lei, ed è il suo uomo dentro la servitù. Poi ci sono Ángela, Curro, Beltrán e Lorenzo, che sono il quadrilatero sentimentale di questi giorni. E sotto, nella parte bassa della casa, ci sono Petra, Lope, Vera, Maria, Samuel e Pía, più Toño, Manuel ed Enora nell'hangar del motore.
Partiamo dalla lettera, perché è la cosa che comincia e non finisce.
Domenica 23 agosto la lettera di Catalina, data ormai per scomparsa, ricompare. Non sappiamo da chi, non sappiamo da dove. Sappiamo solo che c'è di nuovo.
Lunedì ventiquattro succede la cosa interessante. Leocadia e Cristóbal dubitano della sua autenticità.
Fermiamoci qui, perché è un momento che passa in due secondi e vale tutta la settimana. Loro due non chiedono chi l'ha portata. Non chiedono dove fosse finita. Vanno dritti a mettere in discussione che sia vera.
Ora, mettiamola così. Se in casa vostra ricomparisse una lettera di una persona scomparsa, la prima domanda che vi fareste sarebbe: chi ce l'ha rimessa? Non: sarà autentica?
Chi va subito sul falso, di solito, è chi già sa qualcosa. O chi ha bisogno che quel foglio non valga niente.
E la cosa non si chiude lì. Giovedì ventisette la lettera crea ancora più dubbi. Venerdì ventotto continua a creare dubbi e tensioni, e nel frattempo Leocadia cerca di sfruttare ogni elemento a proprio vantaggio.
Quindi, per essere precisi: in questa settimana la lettera di Catalina non viene autenticata e non viene smentita. Resta sospesa per sette giorni. E ogni giorno che resta sospesa è un giorno in cui Leocadia può usarla come le conviene.
Adesso la domanda-ponte, e vi chiedo davvero di pensarci mentre andiamo avanti: se una lettera non serve a nessuno, perché qualcuno si è preso il disturbo di rimetterla in circolo?
Perché nella stessa settimana c'è un'altra firma contesa. E non è un caso.
Sabato ventidue Lorenzo propone ad Ángela di andare insieme a vedere dei saltimbanchi. Lei rifiuta categoricamente: dichiara che con lui non andrà da nessuna parte e che non vuole avere niente a che fare con lui. Su questo Ángela è limpida.
La minaccia riferita da Curro
Il problema è che nella stessa giornata Leocadia va da Curro e gli chiede di convincere Ángela a sposare Beltrán. E gli mette accanto una condizione: se non lo farà, finirà in carcere.
Guardate il meccanismo, perché è raffinato. Leocadia non minaccia Ángela. Manda a minacciarla la persona di cui Ángela si fida di più. Così la ragazza non riceve un ricatto: riceve un consiglio. E infatti, stranita, Ángela chiede a Curro spiegazioni riguardo alla sua freddezza improvvisa, senza capire da dove arrivi.
Domenica ventitré Curro cede e le rivela i piani di Leocadia. La reazione è immediata: Ángela si ribella. E Beltrán, che sta lì in mezzo, resta senza parole.
E poi arriva lunedì ventiquattro, e la ribellione dura ventiquattro ore. Ángela è costretta ad accettare di sposare Beltrán e a rinunciare a Lorenzo. Curro soffre in silenzio.
Martedì venticinque Ángela e Beltrán continuano a scontrarsi. Lei è esausta di questa situazione e si confida con Curro, e trova conforto proprio in lui. Giovedì ventisette fa la cosa più dura di tutta la settimana: chiede a Curro di farsi da parte. E funziona: senza di lui in mezzo, il rapporto con Beltrán migliora. Leocadia, a quel punto, insiste perché le nozze avvengano al più presto.
Adesso ditemi voi. Ángela non ha cambiato idea. Ha smesso di avere alternative. È diverso.
E qui resta la domanda su cui ci si divide sempre. Quella lettera di Catalina è autentica, oppure l'ha scritta qualcuno che vive dentro quel palazzo?
Andiamo avanti, perché arriva il terzo documento della settimana.
La confessione di Enora
Sabato ventidue Toño mette al corrente Manuel che Enora è scomparsa. Nello stesso giorno, dopo la sua sparizione, Enora fa ritorno all'hangar. Domenica ventitré viene smascherata e fugge, lasciando Toño nello sconforto.
Lunedì ventiquattro torna, e questa volta torna pronta a confessare tutto.
Martedì venticinque confessa: ha tentato di vendere il progetto del motore. E dice anche perché. Per aiutare suo zio.
Su questo voglio essere chiaro, perché è facile liquidarla come la solita traditrice. Enora non ha venduto il progetto per arricchirsi. Ha provato a venderlo per tirare fuori un familiare da un guaio. È esattamente lo stesso movente per cui Ángela, due giorni prima, ha accettato un matrimonio che non vuole: proteggere qualcuno.
E mercoledì ventisei il mistero legato al progetto del motore si infittisce ancora, mentre il lavoro di Manuel, Toño ed Enora comincia a suscitare sempre più interesse.
Interesse di chi, esattamente? Questo la settimana non ce lo dice. E questa è la seconda cosa lasciata aperta.
Domanda-ponte per l'ultimo blocco: quante cose, in questa casa, portano il nome sbagliato?
Perché mercoledì ventisei ne salta fuori una terza, e questa è la più piccola e la più affilata di tutte.
La ricetta firmata da un'altra
Viene scoperto che una ricetta di Lope è stata pubblicata. Pubblicata sul serio, stampata, con un nome sopra. Solo che quel nome non è il suo: la firma è di una misteriosa Madame Cocotte. Lope, incuriosito, decide di indagare per scoprire chi si nasconda davvero dietro quello pseudonimo.
Contate con me quello che questa settimana ci ha messo davanti. Una lettera che porta il nome di una donna scomparsa e forse non è sua. Un progetto che porta i nomi di tre persone e qualcuno ha provato a venderlo a nome loro. Una ricetta che è di Lope e in giro gira col nome di un'altra. E un contratto di matrimonio che Ángela sta per firmare senza volerlo.
Quattro documenti. Quattro nomi che non corrispondono alla persona che li ha scritti.
María, Petra e chi non ha carte da giocare
E intanto, sotto, si muovono le due donne che in tutto questo non hanno carte da giocare. Martedì venticinque Maria rivela a Samuel e a Pía di essere incinta. Giovedì ventisette riceve il sostegno di Samuel. Venerdì ventotto comincia a interrogarsi sul proprio futuro e sulle conseguenze di una decisione che a breve sarà costretta a prendere. Anche lei, come Ángela: costretta.
E c'è Petra. Lunedì ventiquattro vuole riprendere il suo lavoro. Martedì venticinque riprende il controllo della servitù, e per un giorno sembra tornata quella di prima. Giovedì ventisette scopre che potrebbe perdere il ruolo di governante.
Due giorni. Tanto è durato il ritorno di Petra.
La domanda che nessuno ha fatto
Quindi tiriamo le fila. In questa settimana a La Promessa quasi nessuno decide per sé. Ángela viene fatta decidere da una minaccia riferita da un amico. Enora ha deciso per uno zio. Maria dovrà decidere per una cosa che è già cominciata. Petra viene decisa da qualcun altro. E sopra tutti c'è una donna che non decide niente ad alta voce, e che infatti venerdì sta ancora lì a sfruttare ogni elemento a proprio vantaggio.
Resta il foglio. Perché venerdì ventotto la lettera di Catalina è ancora sul tavolo, ancora senza una risposta, ancora capace di far male a qualcuno.
E c'è una cosa che nessuno in quel palazzo si è ancora chiesto ad alta voce. Se quella lettera è autentica, allora Catalina l'ha scritta. E se Catalina l'ha scritta, in quel momento Catalina era viva.
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