Endless Love, chi è Galip Kozcuoğlu: le due volte in cui Nihan è stata venduta
Un uomo bussa alla porta dei Sezin, si siede in salotto e paga i debiti di una famiglia ricca che ricca non è più. Non chiede in cambio una firma su un contratto: chiede una ragazza. "Convincete vostra figlia." Notate il verbo — non "chiedete", convincete, perché nessuno in quella stanza si illude che Nihan possa dire di sì da sola.
Il video con tutte le anticipazioni, sul canale Serie TV Fans.
Un uomo bussa alla porta di una famiglia ricca che ricca non è più. Si siede in salotto, accetta un caffè, e fa una proposta educatissima: io pago tutti i vostri debiti, e voi convincete vostra figlia a sposare mio figlio.
L'uomo che bussa e paga i debiti
Quell'uomo si chiama Galìp. Il figlio si chiama Emìr. E la ragazza di cui si sta parlando, in quel momento, è in un'altra stanza e non sa niente.
Chi sono davvero i Sezin
Questa è la scena da cui comincia davvero Endless Love. Non il ricatto famoso, non la pistola, non il finale sulla scogliera: questa. Due genitori seduti su un divano che dicono di sì.
E oggi vi racconto la cosa che quasi nessuno dice ad alta voce su Nihàn: che non è stata venduta una volta sola. È stata venduta due volte. La prima l'hanno firmata i suoi genitori. La seconda l'ha firmata lei.
Se pensate di sapere già chi è il vero colpevole di tutta questa storia, tenetelo lì e aspettate: dopo il terzo pezzo forse cambiate idea.
I Sezìn sono una di quelle famiglie che a guardarle dall'esterno non hanno un problema al mondo. Il padre, Ondèr, è un uomo d'affari rispettato. La madre, Vildàn, viene dalla famiglia Agemzadè, e questo in quell'ambiente conta più di un patrimonio: è il cognome che ti fa entrare nelle case giuste.
E poi ci sono i due gemelli. Nihàn e Ozàn. Cresciuti insieme, legatissimi, così legati che per tutta la serie ogni volta che uno dei due si mette nei guai l'altra fa una cosa che le costa tutto.
Nihàn, in quegli anni, ha una vita che si sta scrivendo da sola. Studia, dipinge, e c'è un ragazzo. Un ragazzo che non è del suo ambiente e a cui non importa niente di non esserlo: Kemàl Soidère, figlio di una famiglia modesta, uno che si è fatto tutto da solo.
Ecco: fissate questa immagine. Perché quello che succede dopo non è una storia d'amore contrastata. È una compravendita.
Il problema, in casa Sezìn, comincia dai conti.
L'azienda che si sgretola in silenzio
L'azienda di Ondèr si sta sgretolando. Non con un crollo improvviso, in quel modo lento in cui si consumano certe aziende di famiglia: un affare andato male, poi un altro, poi i prestiti per coprire i primi due. Fuori non se ne accorge nessuno. Dentro, invece, la data della resa dei conti è segnata sul calendario.
E qui bisogna dire una cosa su Vildàn, perché è il personaggio che il pubblico ha perdonato meno di tutti.
Vildàn non era nata ricca nel senso di intoccabile. Era nata nel posto giusto. La differenza sembra sottile e non lo è: chi eredita una posizione ha una paura che chi eredita del denaro non ha, ed è la paura di tornare indietro. Di essere di nuovo quella che era prima. Di uscire dalle liste degli inviti.
Quando l'azienda di suo marito comincia a colare a picco, Vildàn non sta guardando i numeri. Sta guardando la porta.
Galip non chiede: paga
E in quella porta, un giorno, entra Galìp Kozgiuòlu.
La frase che convince Nihan
Galìp non è un cattivo da cartolina. È peggio: è un uomo che paga. Sa esattamente in che condizioni sono i Sezìn, e sa una cosa in più, cioè che suo figlio Emìr ha perso la testa per Nihàn. Allora fa quello che ha sempre fatto nella vita: trasforma il desiderio di suo figlio in una transazione.
La proposta è quella che vi ho detto in apertura. Io copro i debiti. Voi convincete vostra figlia.
Notate il verbo. Non "chiedete a vostra figlia". Convincete.
Perché nessuno, in quella stanza, sta pensando di dare una scelta a Nihàn. Quello che si sta decidendo è chi si occuperà di farle dire di sì.
Non con una pistola e nemmeno con un urlo. Con la cosa che funziona sempre su una figlia affezionata: il senso di colpa. Tuo padre è distrutto. Tuo fratello non regge un colpo del genere. Vuoi essere tu quella che manda a fondo la famiglia per un ragazzo?
E qui arriva il pezzo che fa più male di tutti, e cioè che per liberare il campo bisogna togliere Kemàl.
Kemàl non viene cacciato. Viene fatto andare via. Gli si costruisce intorno una situazione in cui restare diventa impossibile, e lui parte per il nord, per lavorare in miniera a Zonguldàk. Se ne va convinto di essere stato lasciato. Non sa che il suo posto è stato venduto.
E adesso fermiamoci un attimo, perché è il momento della domanda.
Secondo voi, chi ha rovinato Nihàn: VILDÀN o EMÌR? La madre che l'ha convinta, o l'uomo che l'ha comprata? Non c'è una risposta giusta, ma vi assicuro che la vostra dice molto di come avete guardato questa serie.
Perché adesso arriva la seconda vendita. E la seconda cambia tutto.
La signora Kozcuoglu, anni dopo
Passano gli anni. Nihàn è la signora Kozgiuòlu, e chi ha visto la serie sa che dentro quel matrimonio non c'è niente: c'è una donna che non esce più di casa senza permesso e un uomo che chiama amore una forma di proprietà.
Ozàn viene incastrato per un omicidio. Non è stato lui, ma tutto punta nella sua direzione, e la macchina che ha messo insieme quelle prove ha un nome e cognome: Emìr. È lui che ha costruito la trappola, ed è lui che ha in mano l'unica chiave.
E allora Emìr va da Nihàn e le fa la proposta che tutti ricordano. Tu resti con me, e tuo fratello non finisce dentro.
Ecco perché dico che è stata venduta due volte.
La seconda volta ha firmato lei
La prima volta la ragazza in questione era in un'altra stanza e non sapeva niente. La seconda volta è seduta lì, sa esattamente cosa sta comprando e con quali soldi lo sta pagando, e dice di sì lo stesso.
Il conto arriva a Onder e Vildan
E questa è la differenza che la serie non spiega mai a parole ma ti fa vedere per centosettanta puntate: Nihàn non è una vittima passiva. È una persona che ha scelto, ogni singola volta, di pagare lei il conto degli altri. Suo padre, sua madre, suo fratello, sua figlia. Sempre lei.
Ora, questa è una mia lettura e ve la do per quello che è, non come un fatto: secondo me il pubblico non si è mai arrabbiato con Vildàn per il matrimonio. Si è arrabbiato perché Vildàn ha continuato a comportarsi come se il prezzo l'avesse pagato lei.
E veniamo al conto, perché il conto arriva sempre.
Quei debiti sono stati coperti. La famiglia Sezìn è rimasta al suo posto, nelle case giuste, con il cognome giusto. Sulla carta, l'accordo ha funzionato.
Ozàn, quello che il matrimonio doveva proteggere, non si salva. Entra vivo in ospedale e da lì non esce, e questa è una storia che merita un video suo, perché la verità su quella morte non è quella che sembra.
Ondèr, l'uomo d'affari rispettato che quel giorno ha lasciato decidere sua moglie, finisce nelle mani proprio del genero che aveva accettato in casa. Emìr non lo tratta come un suocero. Lo tratta come un debitore, e in una delle scene più dure della serie lo aggredisce e lo stringe alla gola.
Vildàn resta. Ed è la punizione più precisa che la serie potesse scriverle: non muore, non viene arrestata, non viene smascherata in pubblico. Continua a vivere in mezzo a quello che ha causato, in una casa dove sua figlia non la guarda più negli occhi.
E allora, alla fine, quel debito è stato pagato?
No. È stato solo spostato. Il denaro di Galìp ha coperto una cifra su un pezzo di carta, e in cambio la famiglia Sezìn ha aperto una voce nuova che nessuno aveva calcolato: una figlia data via, un figlio che non arriva vivo alla fine, un padre alla mercé di un ragazzo che gli sorride a tavola.
Ecco perché, quando qualcuno riassume Endless Love dicendo "è la storia di Kemàl e Nihàn separati da Emìr", secondo me si perde il punto. Emìr è arrivato dopo. Emìr ha potuto fare quello che ha fatto perché qualcuno, prima di lui, aveva già stabilito che quella ragazza si poteva trattare.
La domanda a cui la serie non risponde
E resta una domanda a cui la serie non risponde mai davvero, ed è la ragione per cui questa storia continua a far discutere a distanza di anni: Nihàn quel giorno l'ha capito?
Ha capito che sua madre l'aveva già promessa prima ancora di parlargliene, oppure ci ha creduto, che fosse un sacrificio momentaneo per salvare suo padre?
Perché se l'ha capito subito, allora tutto quello che fa dopo — le bugie a Kemàl, la figlia tenuta nascosta, gli anni dentro quella casa — non è la reazione di una donna in trappola.
È il comportamento di una donna che ha deciso di stare al gioco fino in fondo.


