Terra Amara, Fekeli caccia Behice di casa — e lei si fa sparare per fingersi vittima: la messinscena più folle della serie
L'accusa pubblica di Züleyha, la cena di beneficenza "in onore" della vittima, la valigia pronta per Istanbul — e il piano estremo: Behice paga un uomo perché la picchi e le spari al braccio per incolpare gli Yaman. Ma un cane spaventa il sicario, e il colpo la prende in pieno petto.
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Il dettaglio dei soldi rimasti nella borsa di Hünkar dice al procuratore che non fu rapina. E mentre il cerchio si stringe, Behice dimostra fin dove può arrivare pur di non cadere.
Non fu rapina: il dettaglio che cambia le indagini
Nell'ufficio del procuratore, davanti a Züleyha, Demir e ai funzionari, emerge il passaggio chiave dell'inchiesta sull'omicidio di Hünkar: l'assassino ha portato via i gioielli per simulare una rapina, ma la vittima aveva ancora i soldi con sé. Tradotto: fu un atto intenzionale, commesso da qualcuno con un conto personale da regolare. E quando il procuratore chiede se abbiano qualcuno in mente, il pensiero di Züleyha corre a un solo nome.
L'accusa davanti all'associazione benefica
La sfacciataggine di Behice tocca vette memorabili: con le amiche di Hünkar organizza una cena di beneficenza "in onore della vittima" — davanti a una Şermin che non crede alle proprie orecchie. È lì che irrompe Züleyha con l'accusa frontale: è stata lei a uccidere Hünkar. Il movente? Con le nozze dei figli alle porte, Behice temeva di dover lasciare casa Fekeli, e avrebbe pianificato tutto. Prove, ammette Züleyha, non ce ne sono: ma la promessa è solenne — farà qualsiasi cosa per smascherarla.
Fekeli la mette alla porta
In casa Fekeli la discussione degenera: le urla di Behice svuotano la stanza, e Ali Rahmet gioca la carta della fermezza — Istanbul, finché le acque non si calmano, con il suo sostegno economico. Al rifiuto della donna, la risposta che gela: «Se avessi creduto alle accuse di Züleyha, saresti già morta». Poi va a prenderle le valigie di persona. Müjgan insorge — se la zia se ne va, se ne andrà anche lei — ma Yılmaz non la trattiene: «Sei libera di andartene». E mentre la nipote piange accusando Züleyha di averle distrutto la famiglia, Behice le sussurra l'unico consiglio che conosce: vendicati.
La messinscena: pagata per farsi sparare
Il finale è da manuale di follia criminale. All'aeroporto Behice getta la valigia nei cespugli e incontra un uomo ingaggiato per un compito preciso: procurarle dei lividi, così da poter accusare i "tirapiedi di Hünkar" di averla maltrattata per via delle accuse di Züleyha. L'uomo la picchia a mani nude, ma a Behice non basta: pretende un colpo di pistola al braccio, per rendere la scena inattaccabile. L'uomo esita, lei insiste — e quando finalmente prende la mira, un cane sbuca dal nulla: lo sparo, deviato dallo spavento, la colpisce in pieno petto. Behice crolla a terra sanguinante: la regista della messinscena vittima del proprio copione.
E secondo voi?
La sopravvivenza di Behice a questo punto è un miracolo o una condanna per gli altri? E Müjgan aprirà mai gli occhi sulla zia? Diteci la vostra nei commenti.