Hercai, la vendetta fermata da Miran: il convoglio della polizia intercettato e Füsun trascinata sul luogo del delitto
Convinto che la giustizia abbia fallito, il patriarca della famiglia organizza tutto nei dettagli: uomini fidati, il convoglio che trasferisce Füsun in carcere intercettato, e come luogo dell'esecuzione lo stesso terreno dove suo figlio è stato ucciso. A fermarlo, a un passo dallo sparo, è Miran — con l'unico argomento che poteva funzionare.
Il video con tutte le anticipazioni, sul canale Serie TV Fans.
Reyyan riceve in dono una villa carica di brutti ricordi e decide di trasformarla in una fondazione benefica.
La festa e la pistola di Yaren
Si comincia con una giornata di gioia: la casa è addobbata per la festa del figlio di Reyyan e Miran, arrivano ospiti da ogni parte e i regali si accumulano. Il più significativo è una villa donata a Reyyan, che porta con sé ricordi pesantissimi: lei sceglie di darle un senso nuovo, destinandola a una fondazione benefica. L'unica a non partecipare alla gioia è Yaren, che si presenta armata pronta a tutto; nella colluttazione ferisce al braccio il proprio padre, che continua comunque a supplicarla di fermarsi, e viene arrestata quando arriva la polizia. Prima di essere portata via prova a farsi del male, e a disarmarla è Miran.
«Devi pagare per quello che hai fatto»
In commissariato Yaren riceve la visita del padre e lo implora di tirarla fuori. Lui, per la prima volta, non la copre: ammette di aver sbagliato tutta la vita coprendo ogni suo errore, e le dice che stavolta dovrà affrontare le conseguenze, perché è l'unico modo perché possa diventare una persona diversa. Il trasferimento in carcere è la scena più dura: dall'auto della polizia si volta a guardare la famiglia in lacrime, e per la prima volta piange davvero.
Il piano interrotto
Nel frattempo il capofamiglia non riesce ad accettare che la donna responsabile della morte di suo figlio sia ancora viva. Recluta uomini che un tempo lavoravano per lei, intercetta il convoglio che la sta trasferendo in prigione e la porta esattamente dove quel sangue era stato versato. Ma quando solleva la pistola arriva Miran, che si mette in mezzo: uccidere non riporterà indietro nessuno, dice, e non lo renderà un uomo migliore di lei — genererà solo altro odio. L'arma si abbassa. È Füsun, però, ad approfittare del momento: afferra una pistola nascosta e prova a sparare a Miran, e gli uomini reagiscono colpendola. Sopravvive, ma resta paralizzata.
La lettera e il ritorno
Ad occuparsi di lei sarà sua figlia Azra, che pur riconoscendo l'orrore di quello che ha fatto sceglie di non abbandonarla e di portarla via dal paese. Il patriarca, dal canto suo, lascia la villa con una lettera in cui si dichiara indegno di far parte di quella famiglia; verrà ritrovato in una piccola casa isolata e convinto a tornare da chi gli ricorda che una seconda possibilità non si spreca. L'accoglienza è fatta di lacrime e abbracci, e la storia si chiude con un matrimonio celebrato nonostante l'età avanzata, con Reyyan e Miran che adottano una bambina conosciuta grazie alla fondazione e, cinque anni dopo, con l'annuncio di due gemelli in arrivo.
E secondo voi?
Miran ha fatto bene a impedire quella vendetta? Ditecelo nei commenti.